Denny Biasiolli Website RSS Feeds

Preparati al peggio, ma ambisci al meglio.

Esperimenti, deliri e vaneggiamenti di un informatico pazzo, filosofo e sognatore.

Tag: filosofia
2012
14Feb

Nel momento delle decisioni siamo tutti piccoli, fragili.

Nel momento delle decisioni siamo tutti piccoli, fragili. Sensazioni alterne si susseguono in un'altalena emotiva, l’entusiasmo per un nuovo percorso da iniziare viene smorzato dalla tristezza dell’abbandono del percorso attuale. Dire addio a persone con cui ho condiviso 4 anni non è semplice, nonostante tutto eravamo una piccola famiglia che passava insieme otto ore al giorno. Ci si conosceva, si rideva tutti insieme e ci si prendeva in giro nel modo scherzoso che ci teneva uniti.
Cosa ne sarà ora di tutto questo? Si dissolverà “come lacrime nella pioggia“? Ciò che è sicuro è che resterà il ricordo dei momenti felici, delle risate, delle piccole cose di ogni giorno. Resterà impresso nella mente e nel cuore, e farà parte della mia vita.

Decidere e scegliere vuol dire anche perdere qualcosa. Significa scegliere senza poi chiedersi "se", ma per la voglia di vivere guardando sempre in avanti.
anonimo

Chi riuscirà in questo gioco?

Ci vogliono fermezza, autocontrollo e ancora autostima (che nessuno te la regala), pazienza e tutto il resto.

Non valorizzare i commenti negativi che riceverai, la strada è lunga e ostacoli ne troverai a migliaia ma saranno sempre, grandi o piccoli, superabili in qualche modo, dovrai solamente avere fiducia in te, nelle tue capacità e ricordandoti che il miglior tuo ammiratore sarai sempre te stesso. Non fidarti neanche di chi ti elogia, cadendo nel melenso, nessuno ti mette mai davanti alla sua persona.

Cerca di riuscire ancora e sempre a sognare ma rimanendo con gli occhi sempre aperti per poter vedere il mondo cambiare, cerca sempre di ragionare con la tua testa che se ti affidi ad altri e sbagli sarai sempre solo a cercare di limitare i danni e non perder tempo a riflettere anche sulle piccole cose che a volte le situazioni migliori spuntano dall'irrazionalità.

Cerca di fare le cose che ti divertono ma senza prenderti mai troppo sul serio, non dar troppa importanza a quello che fai e a come va a finire, a volte ci vuole orgoglio ma a volte basta l'umiltà.

Cerca di crearti una corazza buona per proteggerti dalle intemperie inaspettate che la vita ti offre, dubita di tutti, anche dei migliori amici che a volte sono i più pericolosi con l'importanza che gli dai.

Cerca di dare importanza al tempo ma non come qualcosa di indefinito, non al futuro oppure al passato ma solo al presente che ti è stato donato, non stare a contare i secondi come la lancetta del tuo orologio ma guarda ogni torre e campanile, ogni polso delle persone che incontri oppure fidati di queste chiedendo l'ora.

Dubita del niente ma anche del suo contrario.

E se ce la fai, dimmi come si fa, ragazzo o ragazza che tu sia, sarà come crescere insieme.
G. Susanna - Il niente e il suo contrario


La vita è una catena di scelte.
Quelle che si fanno, quelle che non si fanno
e le conseguenze che in entrambi i casi bisogna affrontare.

Le nostre storie sono le nostre scelte.
Racconti di strade da percorrere e bivi davanti
ai quali decidere.
E in fretta, senza la possibilità di lasciarne ad altri la responsabilità.

Ogni giorno devi avere il coraggio di scegliere,
la parola o il silenzio,
il sacrificio o la fuga,
la vendetta o il perdono,

la vita è una serie di scelte,
quelle scelte sono la tua libertà.

Viviamo di scelte:
le scelte che facciamo e quelle che decidiamo di non fare.
E in ogni caso, dobbiamo convivere con le conseguenze

Le scelte tra il bene e il male sono separate come due sponde
dello stesso fiume che non si incontreranno mai
anche se partono dalla stessa sorgente.

Ogni momento siamo chiamati a fare delle scelte,
e anche quando decidiamo di non scegliere
dovremo convivere con le conseguenze
tutti anche quelli convinti di sapere in modo assoluto
qual è il bene e qual è il male,
ma siamo in mezzo alla corrente di quel fiume ogni giorno per tutta la vita.
anonimo

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2011
24Ott

Ci sono istanti

Ci sono istanti che non possono essere descritti a parole o immortalati in una fotografia, attimi brevi e fugaci che vorresti fermare e trattenere per sempre. Le sensazioni che ti danno sono destinate a svanire rapidamente come una nuvola di fumo, ma sono proprio quei momenti che rendono la vita degna di essere vissuta..

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2011
18Mar

Una finestra sul passato

Pubblico alcuni pezzi di riflessioni che risalgono a due anni fa, quando ancora ero "in bilico"..ora è tutto ok, ma mi ha fatto effetto rileggere queste riflessioni a due anni di distanza..
(...)
Mi sento come in un corridoio, al fondo del quale c'è una porta..basterebbe bussare per sapere se si può entrare, ma stupidamente preferisco restare in attesa che questa porta si apra, che qualcuno esca tendendomi la mano per farmi entrare..
Però ho capito una cosa, che forse fino ad ora non ho ancora provato in questo modo: l'amore è paura, è terrore allo stato puro, panico e disperazione, il tutto mischiato con un briciolo di speranza, che ti fa vedere cose che forse non esistono.. Questa paura ti rende immobile, ti impedisce ogni scelta, ogni movimento, e ti ritrovi a pensare troppo spesso al futuro, anche se non esiste nemmeno un presente..
E hai paura, paura che sia tutto un'illusione, quindi ti limiti a non dire niente, a far finta di niente, cercando di non illuderti troppo.
Ma pensandoci bene la paura che hai è una sola: paura di te stesso.
(...)
Ho paura..una folle paura..
Sentire parole che scaldano quel mio piccolo cuore ghiacciato fa davvero piacere, ma queste sensazioni si mischiano con un terrore inumano, che mi impedisce ogni minimo movimento..
Accetto, ringrazio e incasso il colpo, senza capire motivazioni e conseguenze..
(...)
La primavera si avvicina..il ghiaccio e la neve si sciolgono..e come una primula che si affaccia al sole, una briciola di speranza sta crescendo dentro di me, mi spinge a dire cose che non avrei mai immaginato di dire, mi fa sorridere, sempre di più..ma è un sorriso nascosto, che non può uscire fuori..
Ho sempre pensato che la tristezza dovesse essere nascosta dentro di me, perché a nessuno interessa se sono triste..però mai avrei pensato che mi sarei comportato allo stesso modo con la felicità: la nascondo dentro di me, perché non tutti potrebbero capirla..

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2011
27Gen

Citazioni "Train de vie - Un treno per vivere"

"Dio esiste, dio non esiste, che importanza ha?
Vi siete mai chiesti se l'uomo esiste?
Dio creò l'uomo a sua immagine.
E' bello.
Shlomo a immagine di dio.
Ma chi l'ha scritta questa frase nella Torà? L'uomo. Non dio. L'uomo.
L'ha scritta senza modestia paragonandosi a dio.
Dio forse ha creato l'uomo. Ma l'uomo, l'uomo, il figlio di dio, ha creato dio solo per inventare se stesso.
L'uomo ha scritto la bibbia per paura di essere dimenticato, infischiandosene di dio.
Noi non amiamo e non preghiamo dio, ma lo supplichiamo perchè ci aiuti a tirare avanti.
Non ci importa per dio, per come è, ci preoccupiamo solo di noi stessi.
Allora la questione non è solo sapere se dio esiste, ma se noi esistiamo"
Dal film "Trama Train de vie - Un treno per vivere"

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2011
05Gen

Stephen King - It - Finale di un capolavoro

In questo post voglio rendere omaggio al capitolo finale di questo capolavoro di Stephen King. Forse per chi non ha letto il libro non significa molto, ma quando io ho letto questa parte mi sono commosso per la poesia contenuta in queste frasi.
Buona lettura.

Ma non c'era solo ansia, vero? No, c'era anche desiderio... lo stesso sentimento che aveva avuto quando aveva incontrato il ragazzino con lo skateboard sotto il braccio. Il desiderio di andare veloce, di sentire il vento fischiarti intorno senza sapere se stai correndo verso qualcosa o scappando da qualcos'altro, il desiderio di andare e basta. Di volare.

Ansia e desiderio. Tutta la differenza fra l'essere un adulto che calcola i rischi o un bambino che ci monta sopra e va. Tutto il mondo che c'è in mezzo. E tuttavia non una grande differenza, in fondo. Compagni di letto. La sensazione che si prova quando il vagoncino delle montagne russe arriva in cima alla prima ripida salita e comincia veramente la corsa.

Ansia e desiderio. Ciò che si vuole e ciò che si ha paura di cercare di avere. Dove si è stati e dove si vuole andare. Qualcosa in una canzone rock a proposito dell'ambizione di avere una ragazza, l'automobile, un posto dove stare.

Bill chiuse gli occhi per un momento, sentendo dietro di sé il peso inerte della moglie, sentendo l'avvicinarsi della discesa, sentendo il proprio cuore.

Sii coraggioso, sii valoroso, resisti.

(...)

Nei sogni che farà in futuro sta sempre partendo da Derry da solo, al tramonto. La città è deserta, se ne sono andati tutti. Contro un cielo livido si stagliano il Seminario Teologico e le case vittoriane di West Broadway e ogni tramonto estivo che abbiate mai contemplato si è fuso in questo.

Sente l'eco dei suoi passi sul cemento. L'unico altro rumore è l'acqua che gorgoglia nei canali di scarico

(...)

e rivede tutti quei luoghi, ancora intatti, com'erano un tempo: quella specie di fortificazione di mattoni che era la scuola elementare, il Ponte dei Baci con i suoi complicati ornamenti di iniziali intagliate, innamoratini del liceo pronti a sconvolgere il mondo con la loro passione travolgente, ora diventati agenti assicurativi e concessionari di automobili e cameriere ed estetiste; vede la statua di Paul Bunyan contro quel cielo di sangue e il bianco steccato pericolante che correva lungo Kansas Street sul ciglio dei Barren. Li rivede com'erano, come sempre saranno in qualche recesso della sua mente... e il cuore gli s'inonda di amore e orrore.

Partiamo, ce ne andiamo da Derry, pensa. Ce ne andiamo da Derry e se questa fosse una storia saremmo alle ultime poche pagine; sarebbe il momento di prepararci a riporre il libro nello scaffale e dimenticarcene. Il sole tramonta e si sente solo il rumore dei miei passi e quello dell'acqua negli scarichi. Questo è il momento di

(...)

partire.

Così parti e senti questo bisogno di girarti a guardare, una volta ancora il tramonto che muore, una volta ancora quel severo profilo del New England, le guglie, la Cisterna, Paul con l'ascia in spalla. Ma forse non è una buona idea girarsi a guardare, è così in tutte le storie. Guarda che cos'è successo alla moglie di hot. Meglio non guardare. Meglio credere che per tutti ci sia un lieto fine... e così sia. Chi può sostenere il contrario? Non tutte le barche che salpano nelle tenebre non ritrovano più il sole o la mano di un altro bambino; se la vita insegna qualcosa, ti mostrerà allora che le storie a lieto fine sono così numerose che è lecito dubitare della razionalità di chi non crede nell'esistenza di Dio.

Parti e parti in fretta quando il sole comincia a scomparire, pensa in questo sogno. Ecco che cosa fai. E se ti dai tempo per un'ultima riflessione, forse è per dedicarla a dei fantasmi... i fantasmi di alcuni bambini fermi nell'acqua al tramonto, in circolo, a tenersi per mano, giovani, senza incertezze, ma soprattutto risoluti... abbastanza risoluti da dare origine alle persone che saranno, abbastanza risoluti da capire, forse, che dalle persone che diventeranno dovranno necessariamente nascere le persone che sono state in precedenza prima di potersi rimettere a cercare di comprendere il semplice fatto della mortalità. Il cerchio si chiude, la ruota gira e altro non c'è.

Non c'è bisogno di girarsi a guardare indietro per vedere quei bambini; parte della mente li vedrà per sempre, vivrà sempre con loro, li amerà sempre. Non sono necessariamente la miglior parte di noi, ma sono stati un tempo depositari di tutto ciò che saremmo potuti essere.

Bambini, vi voglio bene, vi voglio tanto bene.

Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l'ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo... ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte.

Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po' di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c'è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti.

Tutto il resto è buio.

(...)

Si sveglia da questo sogno incapace di ricordare esattamente che cosa fosse, a parte la nitida sensazione di essersi visto di nuovo bambino. Accarezza la schiena liscia di sua moglie che dorme il suo sonno tiepido e sogna i suoi sogni; pensa che è bello essere bambini, ma è anche bello essere adulti ed essere capaci di riflettere sul mistero dell'infanzia... sulle sue credenze e i suoi desideri. Un giorno ne scriverò, pensa, ma sa che è un proposito della prim'ora, un postumo di sogno. Ma è bello crederlo per un po' nel silenzio pulito del mattino, pensare che l'infanzia ha i propri dolci segreti e conferma la mortalità e che la mortalità definisce coraggio e amore. Pensare che chi ha guardato in avanti deve anche guardare indietro e che ciascuna vita crea la propria imitazione dell'immortalità: una ruota.

O almeno così medita talvolta Bill Denbrough svegliandosi il mattino di buon'ora dopo aver sognato, quando quasi ricorda la sua infanzia e gli amici con cui l'ha vissuta.

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