Denny Biasiolli Website RSS Feeds

Preparati al peggio, ma ambisci al meglio.

Esperimenti, deliri e vaneggiamenti di un informatico pazzo, filosofo e sognatore.

Tag: stephen king
2011
21Feb

Stephen King - It - Diventare adulti

L'energia che si scialacqua con tanta profusione da ragazzi, l'energia che si ritiene non debba mai esaurirsi, si dilegua fra i diciotto e i ventiquattro anni per essere sostituita da qualcosa di assai più opaco, una sensazione fittizia: aspirazione, forse, o traguardi, o comunque voglia chiamarla un qualsiasi universitario rampante. Niente di sconvolgente. Non se ne va tutta d'un colpo, con un grande scoppio. E forse è proprio questo l'aspetto più inquietante. Non si smette di essere piccoli tutt'a un tratto, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i blu jeans, puoi continuare ad andare ai concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c'è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti.
No. Non la fatina dei denti. La fatina dell'età.

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2011
05Gen

Stephen King - It - Finale di un capolavoro

In questo post voglio rendere omaggio al capitolo finale di questo capolavoro di Stephen King. Forse per chi non ha letto il libro non significa molto, ma quando io ho letto questa parte mi sono commosso per la poesia contenuta in queste frasi.
Buona lettura.

Ma non c'era solo ansia, vero? No, c'era anche desiderio... lo stesso sentimento che aveva avuto quando aveva incontrato il ragazzino con lo skateboard sotto il braccio. Il desiderio di andare veloce, di sentire il vento fischiarti intorno senza sapere se stai correndo verso qualcosa o scappando da qualcos'altro, il desiderio di andare e basta. Di volare.

Ansia e desiderio. Tutta la differenza fra l'essere un adulto che calcola i rischi o un bambino che ci monta sopra e va. Tutto il mondo che c'è in mezzo. E tuttavia non una grande differenza, in fondo. Compagni di letto. La sensazione che si prova quando il vagoncino delle montagne russe arriva in cima alla prima ripida salita e comincia veramente la corsa.

Ansia e desiderio. Ciò che si vuole e ciò che si ha paura di cercare di avere. Dove si è stati e dove si vuole andare. Qualcosa in una canzone rock a proposito dell'ambizione di avere una ragazza, l'automobile, un posto dove stare.

Bill chiuse gli occhi per un momento, sentendo dietro di sé il peso inerte della moglie, sentendo l'avvicinarsi della discesa, sentendo il proprio cuore.

Sii coraggioso, sii valoroso, resisti.

(...)

Nei sogni che farà in futuro sta sempre partendo da Derry da solo, al tramonto. La città è deserta, se ne sono andati tutti. Contro un cielo livido si stagliano il Seminario Teologico e le case vittoriane di West Broadway e ogni tramonto estivo che abbiate mai contemplato si è fuso in questo.

Sente l'eco dei suoi passi sul cemento. L'unico altro rumore è l'acqua che gorgoglia nei canali di scarico

(...)

e rivede tutti quei luoghi, ancora intatti, com'erano un tempo: quella specie di fortificazione di mattoni che era la scuola elementare, il Ponte dei Baci con i suoi complicati ornamenti di iniziali intagliate, innamoratini del liceo pronti a sconvolgere il mondo con la loro passione travolgente, ora diventati agenti assicurativi e concessionari di automobili e cameriere ed estetiste; vede la statua di Paul Bunyan contro quel cielo di sangue e il bianco steccato pericolante che correva lungo Kansas Street sul ciglio dei Barren. Li rivede com'erano, come sempre saranno in qualche recesso della sua mente... e il cuore gli s'inonda di amore e orrore.

Partiamo, ce ne andiamo da Derry, pensa. Ce ne andiamo da Derry e se questa fosse una storia saremmo alle ultime poche pagine; sarebbe il momento di prepararci a riporre il libro nello scaffale e dimenticarcene. Il sole tramonta e si sente solo il rumore dei miei passi e quello dell'acqua negli scarichi. Questo è il momento di

(...)

partire.

Così parti e senti questo bisogno di girarti a guardare, una volta ancora il tramonto che muore, una volta ancora quel severo profilo del New England, le guglie, la Cisterna, Paul con l'ascia in spalla. Ma forse non è una buona idea girarsi a guardare, è così in tutte le storie. Guarda che cos'è successo alla moglie di hot. Meglio non guardare. Meglio credere che per tutti ci sia un lieto fine... e così sia. Chi può sostenere il contrario? Non tutte le barche che salpano nelle tenebre non ritrovano più il sole o la mano di un altro bambino; se la vita insegna qualcosa, ti mostrerà allora che le storie a lieto fine sono così numerose che è lecito dubitare della razionalità di chi non crede nell'esistenza di Dio.

Parti e parti in fretta quando il sole comincia a scomparire, pensa in questo sogno. Ecco che cosa fai. E se ti dai tempo per un'ultima riflessione, forse è per dedicarla a dei fantasmi... i fantasmi di alcuni bambini fermi nell'acqua al tramonto, in circolo, a tenersi per mano, giovani, senza incertezze, ma soprattutto risoluti... abbastanza risoluti da dare origine alle persone che saranno, abbastanza risoluti da capire, forse, che dalle persone che diventeranno dovranno necessariamente nascere le persone che sono state in precedenza prima di potersi rimettere a cercare di comprendere il semplice fatto della mortalità. Il cerchio si chiude, la ruota gira e altro non c'è.

Non c'è bisogno di girarsi a guardare indietro per vedere quei bambini; parte della mente li vedrà per sempre, vivrà sempre con loro, li amerà sempre. Non sono necessariamente la miglior parte di noi, ma sono stati un tempo depositari di tutto ciò che saremmo potuti essere.

Bambini, vi voglio bene, vi voglio tanto bene.

Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l'ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo... ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte.

Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po' di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c'è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti.

Tutto il resto è buio.

(...)

Si sveglia da questo sogno incapace di ricordare esattamente che cosa fosse, a parte la nitida sensazione di essersi visto di nuovo bambino. Accarezza la schiena liscia di sua moglie che dorme il suo sonno tiepido e sogna i suoi sogni; pensa che è bello essere bambini, ma è anche bello essere adulti ed essere capaci di riflettere sul mistero dell'infanzia... sulle sue credenze e i suoi desideri. Un giorno ne scriverò, pensa, ma sa che è un proposito della prim'ora, un postumo di sogno. Ma è bello crederlo per un po' nel silenzio pulito del mattino, pensare che l'infanzia ha i propri dolci segreti e conferma la mortalità e che la mortalità definisce coraggio e amore. Pensare che chi ha guardato in avanti deve anche guardare indietro e che ciascuna vita crea la propria imitazione dell'immortalità: una ruota.

O almeno così medita talvolta Bill Denbrough svegliandosi il mattino di buon'ora dopo aver sognato, quando quasi ricorda la sua infanzia e gli amici con cui l'ha vissuta.

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2010
19Ago

Stagioni diverse - Stephen King

A volte leggi spezzoni di libro che rispecchiano completamente il tuo modo di pensare..voglio condividere uno di questi con voi:
Quando arrivano i pasticci ci sono due tipi di uomini al mondo. Supponiamo che ci sia una casa piena di dipinti e sculture rare e di bei pezzi di antiquariato, e supponiamo che il proprietario della casa sente che c'è un uragano mostruoso diretto proprio lì. Uno dei due tipi di uomo si limita a sperare per il meglio. L'uragano cambierà rotta, si dice. Nessun uragano con un minimo di buonsenso oserebbe mai spazzar via tutti questi Rembrandt, i miei due cavalli di Degas, il mio Grant Woods, e i miei Benton. E poi, Dio non lo permetterebbe. E se proprio andasse male, sono assicurato. Questo è un tipo di uomo.
L'altro prevede che l'uragano verrà a spararsi giusto nel mezzo della sua casa. Se l'ufficio informazioni meteorologiche dice che l'uragano ha appena cambiato corso, quello è sicuro che lo cambierà di nuovo per poter radere al suolo la sua casa.
Questo secondo tipo sa che non c'è niente di male a sperare per il meglio finché sei preparato al peggio.
Stagioni diverse - Stephen King

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2009
26Ott

Citazioni - Stephen King

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono - le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
"Stagioni diverse" di Stephen King

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