Denny Biasiolli Website RSS Feeds

Preparati al peggio, ma ambisci al meglio.

Esperimenti, deliri e vaneggiamenti di un informatico pazzo, filosofo e sognatore.

Tag: web
2012
15Mar

Italia Coast to Coast

Avete presente quando vi vengono quelle idee che non ne vogliono sapere di andarsene via? Ecco, da qualche settimana mi sta ronzando una nuova idea in testa, un'impresa che voglio realizzare entro quest'estate: andare in bici da casa mia (Savigliano - CN) fino a Trieste, una specie di coast to coast personale, una sfida contro me stesso.
Mi impegnerò ad aggiornare costantemente lo sviluppo dell'impresa tramite aggiornamenti online, tracciamento GPS su Google Maps e Sports-Tracker. Chiunque voglia aggregarsi all'impresa è ben accetto, la stessa cosa vale per eventuali sponsor che vorranno fornire magliette pubblicitarie, pernottamento o sostentamenti.
Periodo previsto per la realizzazione: estate 2012.
Tempo previsto: 3 giorni completi.

La difficoltà attira l'uomo di carattere, perché affrontandola si realizza.

Charles De Gaulle

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2011
26Dic

Google Schemer, un nuovo esperimento social? (regalo inviti)

Sto provando un nuovo esperimento social creato da Google, Schemer, un archivio di "ToDo List" dove è possibile inserire i propri sogni, i propri desideri e condividerli con il resto del mondo. Sarà possibile vedere se anche altre persone hanno lo stesso elemento nella propria ToDo List, insomma, un nuovo gadget social da provare! Che aspettate? Un invito? Beh, io ne ho parecchi, se vi interessano commentate qui sotto lasciandomi il vostro indirizzo mail, oppure inviatemi una mail di richiesta!

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2011
03Ott

La grande onda d'urto

Mai come oggi mi sono sentito parte di un grande oceano, un'immensa distesa di persone, caratteri, opinioni e pareri a volte discordanti, ma uniti nel pensare che la libertà sia una cosa da prendere sul serio, da difendere con tutte le forze. E la nostra forza è proprio questa, far proseguire l'onda che è stata generata da un piccolo sassolino buttato nel nostro piccolo grande stagno, quello stagno che è il web.

È proprio il caso della notizia di questa mattina legata a Vasco Rossi e Nonciclopedia, una vicenda che vede contrapposti il cantante (e i suoi legali) al sito satirico. Non sto qui a spiegarvi la situazione perché l'avrete già letta su milioni di altri siti, voglio soltanto fare una riflessione su quello che è successo nella rete, un esercito di indignati ha diffuso la voce come se fosse una grande onda d'urto e in poche ore il trend #noncivasco è salito nella top ten dei trend mondiali, insieme a #nonciclopedia e altri riguardanti la vicenda.

È proprio il caso di dire che questo rappresenta la libertà di espressione che il web offre, questa libertà di scherzare, giudicare, arrabbiarsi e esprimere i propri pensieri gettandoli in uno stagno, l'acqua diffonderà queste piccole gocce in un'onda che si espanderà a dismisura.

E comunque mio caro Vasco, per citare le parole di una delle tue ultime canzoni, "Noi siamo liberi, liberi, liberi di volare. Siamo liberi, liberi," anche di giudicare. Ricordalo.

Per approfondire:

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2011
06Lug

La rete, riflessione di Juan Carlos de Martin

La rete: il più grande spazio pubblico della storia. Il sogno REALIZZATO della possibilità di poter permettere a tutti di esprimersi facendosi potenzialmente udire da chiunque al mondo.

E senza dar fastidio a nessuno, senza megafoni, senza pioggie di volantini, senza coercizioni o intrusioni di sorta.

Semplicemente: Chi vuole parla - chi vuole ascolta.

La rete: il sogno a portata di mano di poter leggere tutti i libri mai scritti, in qualsiasi lingua, non importa quanto minoritaria.

La rete, cioe', che porta nel 21 secolo - potenziandola - la straordinaria conquista della biblioteca pubblica.

La rete che potrebbe far lo stesso per tutta la musica mai composta, le fotografie mai scattate, i film mai fatti, i quadri mai dipinti.

La rete che potrebbe rendere possibili - e in parte già lo fa - nuovi modi di sostenere gli autori, consentendo loro di dedicarsi alla loro arte per il beneficio e la gioia di tutti noi.

La rete che potrebbe presto mettere a disposizione quel grande bene comune che sono i risultati della scienza - mettendo sullo stesso piano la giovane ricercatrice africana e il professore di Harvard.

La rete, straordinaria piattaforma di innovazione, per beneficiare della quale non servono conoscenze o tasche profonde: basta un cervello, un computer e un accesso a internet.

La rete: di certo grande strumento di mobilitazione sociale. Ma anche strumento, se saremo bravi, per infondere sangue nuovo nelle nostre democrazie anche in fase di governo, per ripensare i partiti politici, per dare sostanza al dialogo tra eletti ed elettori sempre, non solo in occasione delle elezioni.

La rete: tutto questo e molto, molto altro ancora.

L'abbiamo costruita noi, tutti noi.

Noi ingegneri nelle Universita - Università che tra l'altro farebbero bene a tornare a interessarsi molto piu' attivamente del benessere della Rete.

Noi amanti delle soluzioni pratiche e del consenso di massima in IETF e in Internet Society.

Tutti noi che l'abbiamo letteralmente popolata di milioni, miliardi di siti - e di migliaia di applicazioni.

Che abbiamo creato insieme la più grande enciclopedia della storia.

Che abbiamo volontariamente creato un commons di decine di migliaia di software liberi e di miliardi di testi, fotografie, slide, video rilasciati con licenza Creative Commons e altre licenze libere.

La rete: tutto questo e molto altro ancora.

L'abbiamo costruita tutti noi.

Non i Governi, che se avessero capito per tempo, ci avrebbero senz'altro bloccato.

Non i grandi poteri economici tradizionali, che se avessero capito per tempo avrebbero provato a comprarci o avrebbero chiesto ai Governi di bloccarci.

Non i poteri mediatici tradizionali, che se avessero capito per tempo avrebbero subito acceso i loro riflettori per attirare l'attenzione di Governi e poteri economici (tranne che in sciagurati paesi come l'Italia dove i tre poteri coincidono).

Non i Governi e certi poteri economici che, una volta che Internet c'era, l'hanno trasformata in una gigantesca macchina di sorveglianza.

L'Internet delle enciclopedie, dell'informazione dal basso, di un nuovo discorso pubblico, della mobilitazione orizzontale, eccetera l'abbiamo costruita tutti noi.

Non loro.

E spesso nonostante loro.

Dobbiamo esserne orgogliosi.

Ora pero' qualcuno vorrebbero impadronirsi di questo patrimonio collettivo.

Vorrebbe rendere Internet piu' docile, piu' controllabile - in economia, in politica, nella cultura.

Non fanno più neanche mistero dei loro obiettivi.

Con l'eG8 di Sarkozy a Parigi sono caduti anche le ultime ipocrisie.

Ce l'hanno detto chiaramente, infatti, quasi con arroganza: vorrebbero rimanere a decidere tra di loro, i big boys dell'economia e della politica (e chi li distingue e' bravo).

Vorrebbero decidere loro su cio' che abbiamo costruito noi.

A questo spudorato tentativo di espropriarci dobbiamo rispondere con calma e determinazione: NO.

Non che si possa dire che rifiutiamo il confronto.

O che rifiutiamo la politica.

Anzi: abbiamo spesso cercato sia l'uno sia l'altra.

Ma, nonostante gli sforzi, abbiamo avuto scarsissimo successo.

Si vede che altri interlocutori hanno strumenti di persuasione - come dire? - molto piu' efficaci dei nostri.

Comunque, la nostra offerta di collaborazione è ancora valida:

uomini del potere tradizionale: deponete la vostra arroganza e ascoltateci.

Ascoltate noi: non solo i grandi amministratori delegati delle aziende di Silicon Valley, che non ci rappresentano.

Ascoltateci senza pregiudizi, senza slogan, senza agende nascoste.

Per affrontare insieme i problemi - che ci sono - e soprattutto per capire insieme come cogliere le straordinarie opportunità di crescita sociale, culturale ed economica rese possibili dalla Rete.

Noi - statene certi - saremo all'altezza.
Juan Carlos De Martin
Fonte: La Stampa

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